Yakuza 2

16/02/2010

IL PASSATO NON MUORE MAI

Le vicende narrate in Yakuza 2 hanno luogo un anno dopo la storia raccontata nel capitolo precedente. Kazuma Kiryu ha lasciato la guida del Tojo Clan, una delle più violente associazioni criminali di Tokyo, per trascorrere una vita tranquilla insieme alla piccola Haruka. Ma quando Yukio Terada (quinto presidente del Tojo Clan) viene ucciso davanti ai suoi occhi, Kazuma decide di tornare nel quartiere Kamurocho per cercare di scoprire quali misteri si celano dietro il barbaro assassinio.

Come già avvenuto nel primo episodio, anche in Yakuza 2 saremo accompagnati passo dopo passo lungo una serie di eventi e (lunghe) sequenze di intermezzo che, oltre a godere di una narrazione accurata e di un’ottima regia,  ci faranno vivere una storia ben congegnata, appassionante e piena di colpi di scena.
I protagonisti, tra vecchie conoscenze e nuovi arrivati, anche questa volta sono tutti estremamente curati sia nell’aspetto sia nel carattere. Questo favorisce ulteriormente l’immedesimazione del giocatore che, nonostante un gameplay ripetitivo fatto di numerose scazzottate, è così invogliato a proseguire per vedere come si conclude l’intera vicenda.

A fare da contorno ci sono poi i quartieri di Kamurocho (Tokyo), Soutembori e Shinsei (Osaka), ricostruiti egregiamente, con tanto di negozi e locali realmente esistenti.

VIENI QUA CHE TI RIFACCIO I CONNOTATI

L’elemento action di Yakuza 2 si basa soprattutto sui combattimenti; tra una sequenza e l’altra, il nostro alter ego dovrà vedersela prevalentemente con orde di semplici malavitosi o con yakuza facenti parte di associazioni criminali che non sono proprio in ottimi rapporti col Tojo Clan.

Dovremo dunque farci strada a suon di calci, pugni, sprangate e altre armi raccolte per strada.
Ogni volta che i nostri colpi andranno a segno, vedremo riempirsi una barra posta sotto l’indicatore della salute. Quando tale barra avrà raggiunto un certo livello, Kazuma potrà effettuare una Heat Action, vale a dire un colpo particolarmente cruento che metterà subito k.o. la maggior parte degli avversari.
C’è da dire che queste tecniche, che si diversificano a seconda delle armi impugnate o a seconda delle strutture circostanti, sono rese ancor più spettacolari grazie ad accurate inquadrature mobili e a particolari filtri grafici, andando così  ad aumentare il nostro senso di appagamento.

Uno dei maggiori difetti del primo Yakuza erano le telecamere che spesso, soprattutto durante gli scontri più affollati, perdevano di vista il nostro Kazuma. Questo problema è stato parzialmente risolto migliorando il sistema di targeting e ora, tenendo premuto il tasto R1, per il nemico sarà molto più difficile scappare una volta che lo avremo agganciato.

Altre piccole novità sono la possibilità di avere un alleato durante gli scontri (spesso avremo al nostro fianco la bella Kaoru Sayama, detective della polizia di Osaka) e l’aiuto di alcuni passanti.
Infatti, durante il nostro vagabondare per la città, alcuni personaggi ci chiederanno una mano.
Se saremo gentili con loro allora diventeranno nostri “amici” e durante i combattimenti ci passeranno delle armi con cui sbarazzarci alla svelta degli avversari.

Continua...

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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