Final Fantasy VII

03/03/2010

Ci sono opere nella storia dell’Arte che segnano un’epoca o che riescono addirittura a determinare una svolta.

Approfittando della grande diffusione della console Sony Playstation nonché delle incredibili potenzialità tecniche della macchina, nel 1997 la Squaresoft si impone sul mercato mondiale con Final Fantasy VII, un titolo che dettò nuove regole e che riuscì a diffondere i JRPG anche in Occidente, dove finora erano rimasti un fenomeno piuttosto di nicchia.

UNA STORIA MATURA

Il protagonista di Final Fantasy VII è un mercenario dal passato incerto, Cloud Strife, assoldato da un gruppo di guerrieri ambientalisti intenti a impedire alla Shinra Corporation di privare il mondo della sua energia vitale. Partendo da questo breve preambolo la vicenda si svilupperà andando a toccare vette fino allora mai raggiunte da un videogame.

Forse è proprio l’intera storia e il modo in cui essa è narrata ad aver decretato il successo di questo gioco dove i veri protagonisti diventano i temi sociali quali l’ambiente e la tirannia, e i sentimenti umani: la solitudine, l’incertezza, il rancore che sfocia nell’odio e nel desiderio di vendetta, l’amicizia, l’amore, la morte, tutti argomenti che Final Fantasy VII affronta finalmente con maturità e coraggio.

 

 

ARRIVANO LE LIMIT

Per quanto riguarda il gameplay, comunque bilanciato ed intrigante, Final Fantasy VII mantiene sostanzialmente inalterata la formula dei suoi predecessori: si esplora il mondo alla ricerca di tesori, armi,  magie e amuleti, si combinano oggetti, incantesimi ed evocazioni, si dialoga con i personaggi e si affrontano i combattimenti col famoso sistema a turni. Purtroppo persistono gli scontri casuali (una costante di quasi tutti i JRPG) talvolta eccessivi e frustranti.

Il settimo capitolo della saga di Final Fantasy vede però l’introduzione di una nuova barra che, una volta riempitasi, ci permetterà di attivare la Limit, una sorta di attacco finale il cui effetto cambia a seconda del personaggio utilizzato.

Continua...

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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