Final Fantasy VIII

12/10/2010

Nel 1999 Squaresoft e il team di Hironobu Sakaguchi tornano alla ribalta con l’ottavo capitolo di Final Fantasy, la saga di JRPG più famosa nel mondo. L’obiettivo era superare lo strepitoso successo dell’episodio precedente e la strategia adottata fu quella di aumentare la spettacolarità del gioco per guadagnare sempre più consensi nel mercato occidentale. Non ci rimane che scoprire quali caratteristiche hanno reso Final Fantasy VIII uno dei giochi di ruolo nipponici più controversi di sempre.

UN LUPO SOLITARIO

A fronte delle novità in ambito estetico e di gameplay, Final Fantasy VIII si mantiene ancorato alla tradizione per quanto riguarda la trama, che conserva la complessità e le tematiche adulte tipiche della serie. In un susseguirsi di situazioni imprevedibili, colpi di scena e diversi flashback, vivremo l’avventura di Squall Leonheart, un neo-diplomato al Garden di Balamb, scuola che forma guerrieri mercenari con l’obiettivo di contrastare il regno invasore di Galbadia.

Freddo e asociale, Squall viene inviato (con i compagni Zell Dinitch e Selphie Tilmitt) a fornire supporto ai “Gufi della Foresta di Timber”, un gruppo di ribelli guidati dall’affascinante e vivace Rinoa Heartily. Inizia così lo scontro con Edea, maga leggendaria ambiziosa e assetata di potere, che porterà il nostro alter-ego a porsi una serie di quesiti (chi è il misterioso soldato chiamato Laguna che gli appare continuamente in sogno?) sul significato dell’amore e dell’amicizia.

Attraverso l’evoluzione del rapporto (vero protagonista del gioco) tra Squall e Rinoa, scopriremo dunque un’avventura intrigante e longeva, racchiusa in ben quattro CD.

QUESTIONE DI PROPORZIONI

Per chi conosce la serie dagli albori la prima cosa che salta all’occhio è il nuovo design estetico (curato ancora da Tetsuya Nomura): abbandonato lo stile deformato degli episodi precedenti, ogni elemento grafico (personaggi, mezzi di trasporto, scenari) è ora dotato di proporzioni reali e di una attenzione al dettaglio che rasenta la perfezione. Anche se questo “cambio di rotta” ha sollevato polemiche da parte dei giocatori più conservatori, è indubbio che questa nuova veste grafica sia uno dei migliori lavori visti su Playstation, tanto spettacolare quanto coinvolgente.

Di ottima fattura anche le sequenze in Full Motion Video, più frequenti rispetto a FFVII, pensate appositamente per dare un taglio molto cinematografico.

A curare la buona colonna sonora troviamo Nobuo Uematsu, autore anche di “Eyes On Me”, lo splendido tema finale cantato dalla Pop Star cinese Faye Wong.

L’idea di voler allargare il mercato al resto del mondo si evince anche dalla traduzione: Squaresoft ha infatti investito molti soldi per tradurre il gioco in diverse lingue europee, facendo di FFVIII il primo Final Fantasy ad essere interamente tradotto in italiano.

UN NUOVO SISTEMA

Come anticipato le novità coinvolgono anche il gameplay: le Materia (usate nel capitolo precedente per lanciare incantesimi e migliorare le caratteristiche dei personaggi) spariscono lasciando il posto a magie monouso da accumulare fino a un massimo di cento unità. Per procurarsi le stregonerie esistono tre modi: “risucchiarle” ai nemici, assorbirle dai “draw point” sparsi per il mondo oppure ricavarle dalla manipolazione di alcuni oggetti.

Altra novità è l’introduzione delle Junction. Tramite questo sistema (che all’inizio può sembrare complicato) è possibile legare una o più creature magiche a ciascun personaggio in modo da potenziarne le caratteristiche. Tali esseri, chiamati Guardian Force, possono acquisire punti esperienza (utili a imparare nuove abilità) ed essere evocati in battaglia. Una volta sceso in campo il Guardian Force sostituirà l’evocatore diventando di fatto un personaggio in grado di attaccare ma anche di subire danni, curabili soltanto alla fine del combattimento.

Anche le Limit, gli attacchi finali introdotti in Final Fantasy VII, hanno subito qualche ridimensionamento e inoltre i Guil, moneta tipica della serie, sono stati sostituiti con uno stipendio fisso che cresce col progredire dell’avventura.

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
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