Time Crisis

01/02/2011

Quando in Italia le sale giochi erano ancora una realtà capace di attirare molti appassionati, tra i generi più immediati e gettonati c'erano sicuramente i Light-Gun Games, vale a dire quei titoli in cui il giocatore impugna una particolare pistola (sensibile alla luce) per "sparare" ai nemici sullo schermo.

Tra questi troviamo Time Crisis, un gioco sviluppato da Namco nel 1995 che, dopo il successo in versione coin-op, è stato convertito su PlayStation.

PAGHI UNO, PRENDI DUE

La prima cosa che ci preme sottolineare è che l'edizione casalinga di Time Crisis (1997) contiene una missione inedita ideata appositamente per la console a 32-bit della Sony.

Ma procediamo con ordine: nella modalità principale (corrispondente alla versione da sala giochi) vestiremo i panni di Richard Miller, un agente impegnato a salvare la figlia del Presidente, rapita dal malvagio Sherudo Garo. Una volta infiltrati nella base segreta dei terroristi (un castello su un'isola sperduta nell'oceano) scopriremo che dovremo vedercela anche con Wild Dog, uno spietato criminale ricercato in tutto il mondo.

L'avventura inedita (disponibile da subito nel menù principale) vede ancora una volta protagonista il coraggioso Miller. Questa volta il teatro di battaglia sarà un enorme hotel utilizzato come copertura da alcuni trafficanti d'armi guidati dall'affascinante Kantaris.

RICARICA!

Nonostante si possa giocare anche con il normale joypad, è giusto precisare che per apprezzare appieno un titolo come Time Crisis occorre munirsi di una light-gun. Per l'occasione Namco realizzò la G-Con 45, una pistola molto precisa e semplice da utilizzare.

Come è facile immaginare lo scopo del gioco è quello di sparare ai nemici che ci si parano di fronte. La caratteristica che però rese unico Time Crisis è la possibilità di premere un tasto per nascondersi, così da ricaricare l'arma e, soprattutto, ripararsi dai proiettili che gli avversari ci scagliano contro.

Questa particolarità aggiunge un pizzico si strategia all'azione frenetica che, per fortuna, grazie anche alla varietà delle situazioni, mantiene costante il divertimento per tutta la partita.

Emanuele Cabrini di gamesearch.it
Leggi l'articolo originale su www.gamesearch.it