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Gli attivisti del panda, ospiti dell’Unione Italiana Sport per Tutti, saranno presenti a Lodi nelle quattro domeniche di novembre, per cercare di coinvolgere nuovi volontari nelle file dell’associazione. Nell’occasione si potranno richiedere informazioni sull’attività svolte a livello locale, si potranno segnalare problemi ambientali, sarà possibile proporre iniziative a tema ecologico e verranno raccolte anche eventuali iscrizioni.
Ci si augura che l’appuntamento possa contribuire in particolare ad ampliare il gruppo degli attivisti di Lodi, costituitosi da alcuni anni ed aperto a nuove adesioni, capaci di contribuire in maniera ancora più efficace alla tutela del nostro territorio.

L’appuntamento con il WWF è presso la sede UISP di Lodi, in Via Paolo Gorini n° 19, nei giorni 5, 12, 19 e 26 novembre dalle ore 9.30 alle ore 12.

  E.M.
Per informazioni: 0371 35168
mkuvec@tin.it

 

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Anche i comuni
"GUARDIANI DELLA FORESTA"

LE NOSTRE RADICI IN UN GRANDE ALBERO

Paesi costruiti attorno ad alberi che, dal momento che erano in mezzo alla piazza, diventavano il punto di riferimento topografico e sociale nella vita di tutti i giorni.
In paesi e città dell’America Latina le piazze sono bordate da alberi, il “pueblo” vi si ritrova ogni domenica, per chiacchierare all’ombra.
Nelle alture dell’Himalaia, bruciano lo sterco essiccato degli jak: gli alberi, i pochi che vi crescono, sono troppo preziosi per usarli in un modo così sconsiderato. Grandi alberi portano la firma di molti innamorati, illustri e non. Grandi alberi hanno visto amori e morti di interi villaggi, passando indenni attraverso la storia. A Katmandu, in Nepal, c’è la leggenda-verità di un santuario costruito da un unico grande albero, sotto grandi vecchi alberi contorti dagli eventi si costruiscono in India santuari: ogni posto considerato sacro contempla la presenza di un albero o vegetazioni suggestive. E chi non ricorda la dolcissima “butterfly” (farfalla) Julia Hill, vissuta sulla sequoia gigante d’America per ben due anni per salvarla dall’abbattimento! Ci sono posti al mondo dove la foresta ha inghiottito intere città di civiltà estinte e gli archeologi non possono scavare per non distruggere il patrimonio verde…

Atti d’amore di altri mondi sulla terra e nel tempo.

“Alberi. La parola magica deve essere semplice. Io sono qua e non sto certo a guardare gli alberi morire”.

E per non stare a guardare gli attivisti del WWF hanno inaugurato con questa frase l’edizione 2000 della campagna WWF intitolata “Guardiani della foresta - La festa dei grandi alberi”, che ha riscosso un successo al di sopra delle abituali aspettative. Durante il primo fine settimana di ottobre sotto i portici del Broletto a Lodi e la domenica successiva nella piazza Caduti di S. Angelo sono state raccolte 70 tra iscrizioni e donazioni, aumentando di un buon 20% il numero delle piante distribuite lo scorso anno. Come consuetudine le donazioni ricevute in cambio della pianta ficus benjamin verranno utilizzate dall’associazione per l’acquisto e la tutela di aree intatte del territorio nazionale. Nell’arco dei sei anni, da tanto dura la campagna foreste, con i soli proventi di questa manifestazione, sono state acquistate ed inserite nel sistema delle Oasi WWF  ben 9 aree dislocate in tutt’Italia: la più vicina a noi è il Bosco di Valpredina, un magnifico lembo di natura intatta sulle prealpi bergamasche che, come accade in tutte le oasi WWF, assicura l’ecosistema indispensabile alla presenza di moltissime specie animali a rischio come il falco pellegrino, il rigogolo, la poiana, il ghiro, il tasso e il capriolo.

In concomitanza con i guardiani della Foresta ha preso il via la “Festa dei grandi alberi”, il censimento nazionale che il WWF intende realizzare con l’aiuto delle sezioni locali, delle amministrazioni comunali, del Corpo forestale dello Stato e delle segnalazioni dei cittadini. Il progetto grandi alberi prevede una prima fase di  raccolta dati per la creazione di un repertorio degli alberi monumentali d’Italia e una successiva protezione concreta di protezione delle aree o dei boschi che ospitano questi giganti verdi , la diagnosi sullo stato di salute, l’illustrazione degli aspetti socio-naturalistici che hanno accompagnato la loro lunga esistenza.  L’obiettivo finale della campagna la salvaguardia e il riconoscimento legale come monumenti nazionali.

Da Valera e Vigunson gh’er ‘na fila de pianton, na taievun von a l’ane… povera me g’ho poche guadagne!

Recitava così la filastrocca che molti nonni recitavano ai bambini. Chissà se qualche nonno moderno sarà così sensibile da riprendere il senso di queste parole per trasmetterle agli adulti di domani…

Intanto oggi, che tra  Valera e Vigonzone i piantoni non ci sono più (evidentemente li hanno proprio tagliati tutti e ci si chiede chi ci abbia guadagnato) capita ancora di assistere pressoché impotenti al barbaro abbattimento di alberi grandi. Un esempio molto vicino è la gestione del verde di S. Angelo: per chi non lo sapesse infatti questo paese nell’arco di neanche un decennio ha visto cadere sotto le motoseghe quasi l’intero patrimonio di verde storico, malato a detta dell’amministrazione locale. Via Morzenti con i suoi tigli fu la prima a veder sacrificare la propria chioma, seguita da Viale dei Partigiani, Viale Trieste con i grandi pioppi neri che “pericolanti” facevano da separé all’orrendo centro commerciale e al suo rovente parcheggio, fino alla “spuntatina” di Viale Montegrappa. Colpo mortale al cuore del paese, risalente all’estate scorsa il taglio degli ultimi 7 grandi tigli barasini nella centralissima Via Dante, dietro la chiesa.          

           A.R.

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