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ARCIPELAGO DELLE GALAPAGOS Il WWF sta mobilitando tutte le sue forze per salvare la preziosissima fauna dell'Arcipelago delle Galapagos affiancando la comunita' internazionale. Una Task Force di esperti e' gia' presente sulle isole per una prima valutazione dei danni sulla fauna ed i possibili interventi di recupero degli animali a rischio. Purtroppo la situazione sta precipitando: decine gli animali gia' colpiti dal petrolio sui quali e' necessario intervenire con la massima cautela ed un altissimo grado di specializzazione. Infatti e' gia' pronto un secondo gruppo WWF di intervento altamente qualificato specializzato proprio nel recupero di animali contaminati dal petrolio, che ha gia' affrontato simili disastri. La cosa migliore sarebbe aspirare direttamente il petrolio senza utilizzare i solventi chimici che rischiano di entrare nella catena alimentare di questo delicatissimo ecosistema. Rimuovere poi il petrolio dal piumaggio degli uccelli, come cormorani, pellicani e pinguini e dalla pelliccia delle foche sara' il compito principale dei volontari nelle prossime ore. Purtroppo non si potranno evitare gli effetti a lungo termine sull'ecosistema: alghe, piante marine, microrganismi, tutti verranno colpiti dall'inquinamento ed i danni che si prevedono sono incalcolabili. "Ma l'onda nera della Jessica ha gia' colpito anche la sensibilita' degli italiani - ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia - Centralini bollenti alla sede del WWF Italia che da ieri ha ricevuto centinaia di chiamate da parte di cittadini che chiedono di poter intervenire per salvare questo ultimo angolo di paradiso. Questo dimostra un'enorme sensibilita' della gente di fronte alle emergenze ambientali che colpiscono il pianeta ma soprattutto la volonta' di fare qualcosa di concreto per salvare l'ambiente. Nel caso delle Galapagos e' necessario pero' un intervento altamente specializzato: occorre una lunga esperienza nel recupero di specie delicatissime e per questo stiamo chiedendo a tutti i potenziali volontari un curriculum specifico". Intanto tutti i cittadini possono fare da subito qualcosa per salvare anche nel futuro l'arcipelago delle Galapagos: il WWF ha lanciato una PETIZIONE rivolta all'Organizzazione Marittima Internazionale (organismo dell'ONU che si occupa di traffico marittimo) chiedendo di istituire le Galapagos come Area Particolarmente Sensibile per una totale interdizione dei traffici marittimi per tutto l'arcipelago. Si puo' sottoscrivere la Petizione sul cliccando sul sito www.wwf.it, la stessa richiesta e' stata rivolta anche per i "gioielli" di casa nostra, come la Laguna di Venezia e le Bocche di Bonifacio, attraversate ogni giorno da petroliere e navi con carichi pericolosi. DISASTRO GALAPAGOS WWF: COME SALVARCI DALLA "PESTE NERA". LEGGI ITALIANE ANCORA DEBOLI Negligenza e regole troppo deboli sul trasporto internazionale di petrolio: queste le cause fondamentali dell'incidente della petroliera Jessica nell'Arcipelago delle Galapagos. Ora il rischio piu' grande e' costituito dal quel "serbatoio" di petrolio fuoriuscito che si sta inabissando nelle profondissime acque delle isole ecuadoregne, una minaccia che avra' effetti nocivi a lunghissimo termine sull'ecosistema. "Speriamo che questo incidente sia un ulteriore pungolo per le Organizzazioni Internazionali preposte al controllo del commercio marittimo per introdurre finalmente regole piu' severe" - ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia. Per soddisfare una domanda di consumo energetico incontrollato l'industria petrolifera produce, trasporta, raffina e commercia oltre 3 milioni di tonnellate di petrolio all'anno in tutto il mondo: il 10% di questo viene sversato accidentalmente e costituisce una delle principali cause di inquinamento dei nostri mari. Solo il Mediterraneo e' attraversato ogni giorno da circa 2000 navi mercantili e piu' di 300 petroliere trasportano quotidianamente il 20% di tutto il petrolio movimentato nel mondo (350 milioni di tonnellate all'anno). Per salvarci dalla "peste nera" il WWF ha indicato due "rotte" principali: l'istituzione da parte dell'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) di Aree Particolarmente Sensibili, nelle quali interdire qualunque traffico di navi pericolose o inquinanti da applicare alle zone di particolare pregio naturalistico (come le Bocche di Bonifacio o la Laguna di Venezia e l'Alto Adriatico per il Mediterraneo); e l'istituzione di norme piu' severe che regolino il trasporto di petrolio nel mondo. Ma in Italia si viaggia ancora controcorrente: "Purtroppo ieri la Camera ha approvato due disegni di legge contenenti pericolose 'falle' che indeboliscono la lotta all'inquinamento da petrolio. - ha continuato Pratesi - Le "nuove disposizioni in materia di investimenti nelle imprese marittime" per incentivare la rottamazione delle petroliere a scafo unico non pongono alcun termine temporale per la riconversione della flotta che per l'80% viaggia ancora senza doppio scafo. Questo e' in totale contrasto con la futura normativa dell'Unione europea che chiede un termine progressivo, a seconda della stazza delle navi, al 2005-2010-2015. Gravissima inoltre la soppressione da parte della Camera del riferimento alla corresponsabilità, nei disastri, dei proprietari del carico delle navi nel testo sulla prevenzione dell'inquinamento derivante dal trasporto marittimo di petrolio. Nonostante il susseguirsi di tragedie la maggioranza della Camera -vale a dire i deputati del Polo e gli esponenti della maggioranza assenti al momento del voto- è rimasta indietro, abbarbicata nella difesa di un presunto diritto di proprietà: una posizione ottusa e arretrata, dato che la patria del liberismo, gli Stati Uniti, riconosce la responsabilità dei proprietari del carico dal 1990, con l'Oil Pollution Act. E' stato anche soppresso il divieto a transitare nelle acque territoriali italiane per le petroliere di stazza superiore a 4.500 tonnellate. Se si vogliono realmente proteggere le nostre coste e il nostro mare questa non è la strada giusta: il WWF scriverà a tutti i senatori perché correggano queste pavide storture quando il disegno di legge arriverà all'esame del Senato". Roma, 24 gennaio 2001 - Ufficio Stampa WWF Italia |
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