PRIMA PAGINA
CERCA IN NAUTILAUS
ACQUISTI IN RETE

Elenco Aziende - AziendeSubito.it
Aldo Milanesi
torna alla biografia

Colgo l'occasione per...
Antologia della "Bassa"

Lingua linguaggio antologia idioma

Lingua linguaggio antologia idioma

Oggi più che mai la forsennata corsa verso l'esasperante efficientismo tecno- logico sta metabolizzando in molti di noi una benefica antitossina capace di procurarci una necessità di sosta e forse anche di retromarcia. Il linguaggio odierno è sempre più inquinato da orribili neologismi e da inaccettabili barbarismi che talvolta rendono il parlato e lo scritto repulsivi e persino indigesti. E' pur vero che una lingua vive solamente se è dinamica e mutabile, ma è altrettanto certo che pure la corruzione e l'involuzione sono motilità in senso negativo però, foriere di paralisi. Se poi il corpo debilitato è aggredito dalla virulenza di troppi patogeni esterni, la morte è assicurata. Mai come oggigiorno, nei più sensibili di noi, ritorna gradevole alla memoria un linguaggio antico, il dialetto. Era e lo è ancora un idioma capace di esprimere pensieri, idee, sentimenti, cosìi vivaci e schietti, che pronunciarli in lingua italiana è impossibile e ciò è sacrosanto perchè il dialetto è la nostra vera lingua madre; è il linguaggio umorale e plasmante la nostra crescita di cuccioli d'uomo; è la stupefazione delle creature e delle cose succhiata insieme al latte materno. E' la voce della nostra prima balbuzie. Sono sempre più convinto che la nostra Bassa, terra posta in basso rispetto al Nord Lodigiano, è simile a un bacino di raccolta di tutte le erosioni, le confluenze detritiche, le macerazioni e le fermentazioni (intese non solamente in senso geologico, pedologico e biologico) che dalla parte alta del territorio più eccelso ma piu sgretolabile e labile, vengono convogliate, per legge gravitazionale, verso il basso, appunto verso la nostra Bassa. Ho più volte paragonato la Bassa a una specie di torbiera, un giacimento sedimentario fatto di cose vive, ma addormentate da secoli, nel cui seno vioabile si possono scoprire e leggere i pollini del tempo. E' la barriera naturale estrema, posta a Sud di questo prezioso giacimento, costituito da un universo ricco di umanità, l'ha creata il Po, il grande ser- pente liquido gonfio di fecondità e di angosce, che ne ha roso i perimetri e ne ha limitato gli spazi ma che ha favorito la stratificazione molecolare di tutto (tradizione, cultura e fede comprese) in orizzonti sovrapposti come pagine di un libro millenario da leggere, dal sottile e taciturno fascino sconosciuto ai più. In questi inesplorati spessori, Aldo Milanesi da tempo si è inoltrato cauto ma con tanto entusiasmo alla scoperta della degnità e della dignità di una cultura fatta di sobrie aggregazioni, valenze culturali per moltissimi di noi, pur- troppo, quasi cancellate dalla memoria, veri tesori forgiati da un dialetto sec- cagno, indurito, troncato, essenziale, colorito però da una variopinta gerga- lità, frugale, scaltra, sagace, inattesa, che ha sacrificato, oppure mascoliniz- zato legioni di vocali, suoni capaci di fare più tenera, scorrevole e anche più femminea la parlata di Lodi e del suo territorio settentrionale, giocoforza più eroso e più diluito dalle molte intrusioni recate dalla maggiore variabilità e concentrazione demografica che porta a più rapide e irreversibili mutazioni del costume, della tradizione, della cultura ma anche del linguaggio vernacolare e gergale che di queste componenti della storia ne è la voce. Aldo Milanesi, attento osservatore degli accadimenti della nostra terra, ha saputo di nuovo riportare alla luce lo stupore delle parole e la seduzione delle loro origini e delle loro significazioni. E' stato detto: "Quando muore un vecchio è come se bruciasse un biblioteca ". Ossequiente a questo assioma, Milanesi arriva puntuale ad ampliare e puntualizzare alcune parti del suo già corposo libro "Le parole dei contadini" scritto a quattro mani con Giacomo Bassi. Non poteva meglio essere più appropriato il titolo "Colgo l'occasione per...", rafforzato da sottotitolo "Antologia", dall'etimo e dalla semantica soguse di classicismo, fascinoso vocabolo derivato dal felice connubio delle parole greche; anthos = fiore e legein = raccolta, scelta. Come dire raccolta di fiori. E' davvero un florilegio questa esplosione di corolle che Milanesi ci offre con la generosità di galantuomo che gli è congeniale. Sono petali pluridipinti sbocciati fragranti dalla nostra Bassa opulenta di verde, vieppiù impreziositi da delicati e suggestivi disegni di altri due innamorati della nostra terra,Giacomo Bassi e Luigi Campagnoli. Cicerone afferma che: "Sapere vuol dire ricordare";ne potenzia il concetto Montaigne dicendo: "Non bisogna attaccare il sapere all'anima; bisogna incorporarvelo ". Aldo Milanesi come sempre dimostra di avere dentro una memoria corazzata nel ricordare personaggi, cose e fatti. Egli dice bene quello che sa e sa bene quello che dice, senza vuoti di memoria, con una lucidità sorprendente, perchè da tempo ha fatto il pieno di ricordi e di sentimenti germinati da substrati feraci. Si ha l'impressione che i ripostigli della sua anima siano bisognosi di esondazioni cicliche come quelle del nostro grande fiume, indispensabili per fecondare con rinnovate fertilità il nostro territorio ma anche per fare spazio a nuovi flussi di scoperte, restauri e creazioni, mediante le alchimie della sua bravura filologica, poetica e narrativa. E' auspicabile che questo straripare aiuti a spazzare via le triviali imbecillità, le banalità insulse, gli attentati culturali e spirituali che osano intossicare la nostra società sempre più inquieta, smarrita, implorante.

Lingua linguaggio antologia idioma

Presentazione

di

Marco Raja

prima parte

seconda parte

Premio Letterario Internazionale

"Augusta Perusia"

-Grifo d'oro"-1999

Lingua linguaggio antologia idioma

.