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PREMESSA

PREFAZIONE
I RACCONTI
GRAFIA E PRONUNCIA DEL DIALETTO

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Il ricavato della vendita di questo libro andrà a favore della casa di riposo di Sant'Angelo Lodigiano

Dedicato ai miei tre fantastici nipotini Andrea, Anita e Stefano, con la speranza che un giorno diranno ai loro compagni: - Vedi questo libro? L'ha scritto la mia nonna di Sant'Angelo!

Un grazie a:
mio figlio Alfredo per la pazienza con la quale si č rassegnato ad ascoltarmi, ogni volta che, entusiasta, tornavo dalla Casa di Riposo. Senza il suo incoraggiamento, questo libro non ci sarebbe
Angelo Montenegro per la prefazione e la sua collaborazione
Antonio Saletta per aver curato graficamente la pubblicazione

Inoltre si ringrazia la tipografia
Cerri & Servida
per la stampa del libro

Dove trovare il libro a Sant'Angelo
- Bar Nanā, Via Diaz, 69
- Casa di Riposo Anziani, Via Cogozzo
- Colorificio Oppio, Via Umberto I, 13
- Edicola Buona Stampa, sul sagrato della Basilica
- Libreria Centrale, Via Umberto I, 50
- Sacrestia della Chiesa di San Rocco (dalle 16,00 alle 18,00)
- Superette San Rocco di Fratti Lorenzo, Viale Monte Grappa 51
- Tessilcar, Via Mazzini, 31
- TIPOGRAFIA CERRI & SERVIDA, Via Diaz

richiedendolo via E MAIL
grb@nautilaus.com

 

 

PREMESSA

Ho incontrato Lisetta una mattina di fine gennaio del 98, in Piazza dei Caduti, vicino alla Crusèta. Ero in macchina con mia figlia Carla e ferma allo Stop.

- Giuseppina- mi ha chiesto- mi accompagni alla Casa di Riposo? Così le donne vedono che io conosco davvero quèla c'là scrite el liber de la guèra! Sai, tutte le mattine, le signorine ci leggono una lettera del tuo libro "Lettere dal fronte". Perché non vieni a leggerle tu?

-Sì, vengo- le ho risposto. -Appena torno dal mio viaggio. Parto domani. Verrò senz'altro dopo la metà di febbraio.

- Ti trovo bene, Lisetta! E sempre con cappello, borsa e guanti in tinta col paletò!

Lei ha sorriso, compiaciuta.

- E' un po' che non ti vedevo così in forma!

-Hai ragione,Giuseppina! Sto bene e sono proprio contenta di essere alla Casa di Riposo. Sai, trovo el mangià prunte, diverse persone con cui parlare e posso uscire quando voglio! Non mi auguro più di essere in casa sola. Non tornerei indietro!

Ricordo di aver pensato: - E' una fortuna ci sia una casa disposta ad accoglierti, in caso di necessità!

Appena tornata a Sant'Angelo, ho mantenuto la promessa e sono andata da lei. Ma era troppo tardi: ormai Lisetta non c'era più.

Mi è venuto un nodo alla gola, ma mi son fatta forte. Proprio come voleva lei, ho detto alle donne, sedute davanti a me, che conoscevo molto bene Lisetta e che era stata una cara amica di mia madre. Poi ho incominciato a leggere alcune lettere del mio libro.

Mi sono accorta che veramente tutti erano interessati alla lettura. Conoscevano ogni soldato di cui si parlava e di ognuno sapevano vita e miracoli.

Allora ho buttato là una domanda:

- Ma scusate, voi non avete nulla da dire? Non ricordate proprio niente della guerra? Io sono una maestra, lo sapete, anche se in pensione. Per la prossima volta che ci vediamo, vi do il compito e la lezione: dovete ricordare e scrivere un episodio che vi ha particolarmente colpito.

La settimana dopo, mi son vista recapitare diversi foglietti con i loro semplici e schietti ricordi.

- Sono veramente emozionanti le vostre testimonianze! Volete farle pubblicare sulla Cordata, il notiziario della Parrocchia o sul vostro Argento Vivo?

Hanno rispposto:

-Ma lei non ha scritto un libro sui soldati? Perché non ne scrive uno anche per noi?

Ecco, questo libro è nato così. Su loro richiesta.

Sono tornata alla "Casa di Riposo" più di una volta per approfondire le testimonianze, con la speranza di attirare l'attenzione di alcune persone restìe a partecipare alle varie attività proposte dalle animatrici e dai volontari. Quasi sempre sedute in giardino o nel ridente atrio son lì ad aspettare parenti ed amici, che arriveranno, ma non nel momento in cui sentono maggiormente la nostalgia della famiglia.

Son lì che aspettano te, anche se nemmeno ti conoscono e sei completamente estraneo alla loro vita. Attendono un tuo sorriso, una tua stretta di mano, un tuo abbraccio: perchè tu porti una novità nel loro mondo.

Risvegli senz'altro la loro curiosità:

-Ma chi lè clà dòna lì?

- L'è de Sant'Angél?

-Chi lè che la gà indrèn chi?

-Sla fa chì?

E pian piano diventi la loro amica. Tu narri episodi piacevoli, possibilmente con personaggi conosciuti da tutti; le donne ti raccontano di quando giovani e, nel pieno delle loro forze, "mandavano avanti" il paese. Lavoravano nelle fabbriche ed usavano persino il trapano; e na fèvun de tute le rasse per un boccone di pane sempre più nero, mentre gli uomini erano al fronte. Persino la borsa nera. Era il periodo in cui più che fame, miseria e carestia non c'era. Quello che passava la tessera annonaria bastava solo per fare la fame.

Gli uomini ti parlano della guerra combattuta, giorno dopo giorno, per molti anni con la smisurata voglia di vincere ad ogni costo e con tutte le forze di "Soldato Italiano". 1

Parlano ed il loro sguardo si anima e si illumina; perchè qualcuno presta loro attenzione e li sta ad ascoltare; perchè si sentono ancora protagonisti degli avvenimenti drammatici vissuti nella loro gioventù.

Ho riunito le loro confidenze in questo libro e mi auguro che anche altri lo facciano perché ho scoperto che gli ospiti della Casa di Riposo "Santa Francesca Cabrini" di Sant'Angelo hanno tanto da raccontare e da insegnarci.

Sarebbe veramente un peccato non raccogliere le loro esperienze!

Ho inserito anche alcuni miei ricordi di bambina: frammenti sfuocati, confusi ed isolati; col passare degli anni, però, involontariamente li ho integrati con particolari sentiti dai racconti degli altri.

Giuseppina Rognoni Bassi

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