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IL PONTE
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campionato di calcio
ANNO 5- N.6 (Versione web - anno 2 n.6) NUOVA SERIE DICEMBRE 2001

Venti anni fa 1981/'82:
S. Angelo in Serie C /1. Quanti ricordi.

Inizio Novembre 2001. Il S. Angelo, notevolmente distanziato dalla vetta della graduatoria del torneo di Serie D, cerca disperatamente di recuperare il gap accumulato in un mese "nero", per poter così tornare in lizza per il salto di categoria. Ma, in questi grigi giorni, ricorre anche un anniversario, ovvero il ventennale di Atalanta-S. Angelo, gara valevole per la settima giornata del campionato di Serie C/1, giocatasi il 1 Novembre 1981 e terminata con il successo degli orobici, con il risultato di 2-0. Era la contraddittoria stagione 1981/'82, l'ultima disputata in quella serie dai barasini, i quali conclusero quel torneo all'ultimo posto, con soli 18 punti all'attivo, frutto di tre vittorie, dodici pareggi e ben diciannove sconfitte. A nulla valsero i cambi di allenatore, dato che né Natalino Fossati, né Giovanni Ardemagni, né tantomeno Stefano Angeleri riuscirono a risollevare le sorti di un sodalizio glorioso, che, però, si stava avviando verso la conclusione di un indimenticabile ciclo, che avrebbe poi conosciuto il suo epilogo esattamente due stagioni più tardi (1983/'84), con la rocambolesca retrocessione dalla Serie C/2 al Campionato Interregionale. Di quei lontani fasti dell'avventura in Serie C resta ormai uno sbiadito ricordo, in quanto molti degli attuali tifosi del club rossonero erano ancora troppo giovani allora, o, addirittura, non erano neppure nati. Da quel 1982, amaro per il S. Angelo, ma felice per l'Italia calcistica (vittoria della Nazionale al Campionato Mondiale di Spagna, n.d.r.) i rossoneri inanellarono una serie di annate deludenti, come quelle coincise con le due retrocessioni in Promozione (1986/'87 e 1990/'91), oppure le tante (troppe) annate spese nel "purgatorio" del torneo di Eccellenza, ad insegnare calcio a squadre sconosciute, calcando campi ai limiti della praticabilità e, nel contempo, giocando in stadi ai limiti della decenza.

Durante quei tempi cupi ci furono ben poche occasioni per esultare: su tutte spicca l'1-0 rifilato al Fanfulla nel derby del 5 novembre 1989, grazie ad una incornata di Tonini al 43', oltre alla trionfale promozione in Interregionale, conquistata nel torneo 1988/'89. Comunque, sono stati soltanto dei lampi nelle tenebre.

Per rivedere un S. Angelo forte anche "a lungo termine" si dovette attendere l'arrivo della famiglia Gaeli. Con l'attuale gestione, i santangiolini sono stati in grado di conseguire la promozione nel Campionato Nazionale Dilettanti (1997/'98), torneo che nel frattempo aveva preso il posto dell'Interregionale, sfiorando in seguito il grande ritorno in quella tanto agognata Serie C/2, fallendolo però proprio in dirittura di arrivo, a favore del comunque meritevole Imperia, per poi posizionarsi stabilmente fra le "grandi" del torneo di Serie D, come è limpidamente dimostrato dall'ottimo terzo posto conseguito nella passata stagione.

E' comunque innegabile che la "C" manchi ai tifosi, soprattutto a chi non ha mai avuto l'occasione di "viverla". La realizzazione di quel "sogno" sarebbe un grande riconoscimento per quei tifosi che, essendo troppo giovani, o addirittura non essendo neppure nati, ai tempi di quella grande avventura, hanno potuto gioire solo raramente, patendo altresì parecchie delusioni. Da quel famoso torneo di Serie C/1 sono trascorsi venti anni, ma, oggi, il S. Angelo ed i suoi tifosi sono ancora qui, a soffrire al "Carlo Chiesa". Sconfitti, certo, in quanto non ancora riusciti nell'impresa di riconquistare la Serie C, ma non vinti, anche perché, in cuor loro, sono fermamente convinti di poter rivedere la squadra barasina giocare fra i professionisti, un giorno.

Giuseppe Livraghi

livraghig@virgilio.it

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