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ANNO 7 - N. 3 (Versione web - anno 4 n.3) NUOVA SERIE SETTEMBRE 2003

CALDO, CONSUMI E   QUARTA   ETA'

Stiamo attenti a non dimenticare troppo presto, ora che è tornato un po' di fresco, la torrida estate appena trascorsa. Perché fra nove o dieci mesi potremmo trovarci a fare i conti con gli stessi problemi, senza nemmeno aver pensato, non diciamo a risolverli, ma almeno ad individuare le cause che li generano ed a scovare una qualche soluzione per limitarne almeno gli effetti.
La calura tropicale che ci ha attanagliato, per giorni, settimane e mesi, incessante, senza tregua e senza acqua, ha dimostrato, una volta di più, che il clima sta cambiando in modo sensibile e problematico. Gli effetti negativi di questo cambiamento sono stati molteplici; ma due, sopra tutti gli altri, sono quelli che maggiormente ci hanno colpito: il gran numero di persone anziane morte per il caldo, in tutta Europa, e l'elevato consumo di energia, che ha prodotto diffusi e ripetuti "black-out" anche in Italia.
Spesso il cambiamento del clima, i consumi energetici e le difficoltà delle persone di età avanzata sono stati argomento di articoli di cronaca. Questa volta li abbiamo trovati tutti insieme, quasi fossero legati da una sorta di principio di causa ed effetto. Forse che, davvero, consumi energetici, cambiamenti climatici e decessi di persone anziane sono tra loro strettamente connessi.
Probabilmente non è così, ma è certamente lecito far risalire questi fenomeni ad uno stesso mutato atteggiamento esistenziale e ad una stessa conseguente tipologia di comportamento degli individui nella società contemporanea.
Nella Serenissima Repubblica di Venezia, il Magistrato delle acque era responsabile del governo della laguna, dei canali, dei fiumi che li alimentavano, dei torrenti che scendevano dai monti e del taglio degli alberi dei boschi che rivestivano i monti medesimi. Sapeva benissimo, infatti, che azioni inconsulte in uno qualsiasi di questi diversi ambiti avrebbero potuto distruggere Venezia. E tutto questo lo sapevano bene anche i Veneziani, che di buon grado sacrificavano il loro vantaggio individuale e, magari, immediato ad un comune interesse ben più elevato che, alla lunga, tornava molto più utile anche al singolo individuo.
Oggi, invece, è lecito pensare che l'impoverimento, la frantumazione, la precarietà e la superficialità dei rapporti tra esseri umani tipici dei nostri anni, nonostante lo sviluppo incredibile delle comunicazio-ni, comportano una valutazione delle conseguenze delle nostre azioni, che assume, come confini della loro zona di influenza, ambiti sempre più limitati.
Quanti di noi, questa estate, hanno pensato che, ogni volta che accendevano il condizionatore, scaricavano all'esterno una quantità di calore ben maggiore della quantità di freddo che introducevano in casa? E quanti hanno pensato che comunque, per produrre l'energia che alimenta gli elettrodomestici delle nostre case (compresi quindi i condizionatori), le centrali elettriche generano una gran quantità di calore che viene scaricata all'esterno, attraverso impianti di raffreddamento ad aria e ad acqua? Che è poi quello che fanno anche tutti i radiatori di tutti i milioni di automobili circolanti per l'Italia e per il mondo.
Come meravigliarsi, dunque che, dài oggi e dài domani, nell'atmosfera si è accumulato tanto di quel calore che, prima o poi, dovevamo accorgercene anche a terra. Per evitare che questo processo peggiori ogni giorno di più, sembra inevitabile una limitazione dei consumi, non solo di energia, ma anche di tutto ciò che con l'energia si produce.
Certo questo è un modo un poco semplicistico e scientificamente non ortodosso, per spiegare le cose, ma la sostanza è che i cambiamenti climatici si stanno manifestando in modo sempre più significativo e, soprattutto, in misura immediatamente percepibile dagli esseri umani.
Fra tutti, le persone molto anziane, sono quelle maggiormente esposte ai rischi derivanti dalle alte temperature. E per loro, ad aggravare gli effetti di una torrida estate, si è aggiunto spesso il dramma della solitudine. Non solo nelle città, ma anche nei nostri paesi, insieme con le temperature più alte, si trovano i vecchi sempre più soli. Anche questa è una conseguenza del nostro modo di vivere frantumato e individualista. Pensiamo che, allontanando l'anziano da noi e riducendo i contatti, il problema, se non risolto, comporta almeno scarse sgradevoli conseguenze. Poi, per alleviare ulteriormente i suoi problemi (di vitto, alloggio, salute e solitudine), auspichiamo l'intervento dei servizi sociali. Ma ci dimentichiamo che lo Stato, o chi per esso, questi servizi li può fornire solo se i soldi li viene a prendere nelle nostre tasche, con un trattamento, per gli interessati, non sempre dignitoso e con costi di gran lunga più elevati.
Eppure, anche coloro che oggi ancor vecchi non sono, prima o poi lo diventeranno: l'aspettativa di vita si allunga sempre più e certamente si spera che la vecchiaia attesa debba essere dignitosa e serena.
Ciò sarà meno difficile se saremo capaci fin da ora, per allora, di predisporre condizioni di vita favorevoli e di creare i presupposti per il mantenimento di una rete di rapporti umani degna di questo nome.
Ciò sarà più facile se saremo in grado evitare atteggiamenti e comportamenti di individui o di gruppi ristretti che producano, come risultato finale, il manifestarsi di uno stato di cose negativo, generalizzato e dannoso per intere comunità.

La Storia di Sant'Angelo

di Giovanni Pedrazzini Sobacchi

La pubblicazione del libro di Giovanni Pedrazzini Sobacchi, Sant'Angelo Lodigiano ed il suo mandamento nella storia e nell'arte (e altri scritti), a cura di Angelo Montenegro, di cui abbiamo dato notizia dell'imminente uscita ("Il Ponte"- febbraio 2003), ha subìto un ritardo per cause tecniche, a motivo della scomparsa del curatore del libro.Possiamo annunciare che la pubblicazione, promossa dall'associazione "Società della Porta", con il contributo finanziario del Comune di Sant'Angelo Lodigiano, è in fase di realizzazione, per cui si prevede che sarà disponibile prima delle festività natalizie. Il volume ha le seguenti caratteristiche: formato cm.15,5x23, pagine 184 circa, illustrazioni dell'epoca, copertina a colori e rilegatura in brossura cucita. Preceduto da una corposa biografia di Pedrazzini Sobacchi, scritta dal compianto Angelo Montenegro, il volume contiene un'interessante storia di Sant'Angelo, dalle origini fino all'800 e altri scritti sul Castello, su Raimondo Pandini e sul dialetto barasino.Invitiamo tutti coloro che desiderano prenotare una copia del volume, a lasciare il proprio nominativo presso la Libreria Centrale di Sant'Angelo.

Mestieri di una volta
L'arte
dei Cordai


DIARIO
D'ESTATE

Non ci sono più
le mezze stagioni


Sosteniamo
"IL PONTE"

Allo scopo di raccogliere sottoscrizioni per sostenere la pubblicazione di questo foglio informatore, nello scorso mese di maggio abbiamo allestito dei banchetti al Centro Commerciale "Il Castello" e nell'ambito della Fiera di Maggio. L'esito è stato positivo; molte persone (che ringraziamo) hanno dato il loro contributo, ma soprattutto abbiamo verificato quanto il giornale sia atteso e letto dai santangiolini.Vogliamo ricordare, ancora una volta,  che "Il Ponte" vive unicamente con i contributi finanziari dei lettori e delle inserzioni pubblicitarie. I costi di realizzazione e di distribuzione del giornale continuano a lievitare e quindi chiediamo ancora il vostro contributo che potrete versare alla Libreria Centrale di Sant'Angelo o direttamente ai redattori.


Ricorre il 24 settembre il quinto anniversario della scomparsa di


MASSIMO SAVINI
indimenticabile amico che a
"Il Ponte" ha dedicato entusiasmo
e capacità operativa. Lo ricordiamo con immutato affetto.


Le "quaranquane"

La Sagra del rione
San Rocco
Una festa
da incorniciare


Rifiuti solidi urbani
La raccolta
non
funziona

"Riflessioni" sulle pagine di un libro per fermare l'attimo che fugge veloce

Si firma con lo pseudonimo di Piccolo Fiore l'autrice di un piccolo libro dato alle stampe di recente per i tipi della casa editrice "I Fiori di campo" di Landriano. Di lei non si conoscono dettagliate note biografiche; si sa che vive a Sant'Angelo Lodigiano e che ha scelto, appunto, di far parlare i suoi scritti. Il libretto "Riflessioni" (48 pagine, 8,50 euro) contiene una serie di liriche più o meno brevi (le quali sovente sconfinano nella prosa), sviluppate a partire dal tema dell'amore (per i propri cari, per il prossimo, per Dio). Corredate da preziose illustrazioni (frammenti della Cappella Sistina e immagini d'epoca), le poesie di Piccolo Fiore si prestano a essere lette d'un fiato. E poi rilette e apprezzate per la straordinaria capacità di cogliere l'attimo, quel soffio che troppo velocemente fugge e già porta al domani. La casa editrice "I Fiori di campo" (www.edizionifioridicampo.it) vuole aiutare concretamente coloro che danno libero sfogo alla passione per lo scrivere. Divide la propria attività in due sezioni ben distinte, una dedicata ai bambini, l'altra agli autori emergenti (cioè ai giovani di tutte le età).

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