CHARLEVILLE 1: UN FANTASTICO FESTIVAL

06/10/2003

Chi ama e chi vuole sapere di burattini, marionette, pupi e tutto quello che si anima dentro e fuori di un teatrino si deve di andare a Charleville-Mézières, ma come ciò non è sempre possibile a tutti, allora l'Unima Italia vi offre un viaggio attraverso notizie, gioie e dolori rilevati durante il recente evento.

I numeri sono giganteschi, oltre 400 compagnie con compagnie venute dai cinque continenti, 20 mostre, dibattiti, conferenze, corsi e laboratori, ma anche 300 volontari, 200 famiglie d’accoglienza, 85.000 biglietti venduti, 130 giornalisti di tutto il mondo, TV, radio e quant’altro per parlare del 13° Festival Mondiale dei Teatri di Marionette di Charleville-Mézières. Dire che è un festival unico è poco dire.

In un edizione che aveva per tema la francofonia, si sono sentite parlare idiomi sconosciuti. Se ci sono stati: valori sicuri come il francese Philippe Genty, gli italiani del TGV di Piacenza; l’inglese Green Ginger di Tenby, i belgi di Taptoe; qualche flop clamorosi (non faremmo nomi). Ma per fortuna anche un oceano di buonissimi spettacoli e qualche chicche e perle preziose come “La notte dei tempi vicino ad una foresta profonda” della compagnia Garin-Trousseboeuf di Savenay in Francia, o “Chintu” della compagnia dei Moussaillons di Avignone. Se l’in è stato di alto profilo, gli spettacoli del Off non sono stati a meno, ma molto più sorprendente è che anche chi piantava lì il suo teatrino senza essere dell’uno o dell’altro programma è stato di ottimo livello.

A differenza dell’ultima edizione del 2000, la sicurezza delle sale e degli spettacoli è stata ottimamente assicurata, e gli spazi meglio attrezzati, i volontari garbati le e compagnie non miravano solo ai compratori e i soldi.

Il rituale convegno dell’associazione francese “Marionnette et Thérapie” ha fatto il pieno e gli interventi sono stati di alto livello come si conviene ad un tema arduo come quello del “Oggetto transizionale”.

Dopo anni di quasi assenza, la presenza italiana è stata numerosa, ma soprattutto molto apprezzata, che sia nell’In, nel Off o come semplice partecipante. Oltre al già citato TGV, Laura Kibel, il Teatro all’Improvviso, i Burambo, I Pupi di Stac, Don Marco Campedelli, l’armada del CTF con in particolare il fotografo Mauro Foli ed altri, sono stati graditi ospiti ed hanno avuto spesso gli onori dei mezzi di comunicazione locali ed internazionali.

Albert Bagno