Gianluigi Sommariva

racconti per ragazzi delle scuole medie
LA MIA CORSA

Presentazione

Il presente racconto é imperniato sul tema della corsa, intesa sia come disciplina sportiva, sia come metafora dell'esistenza. Andrea, il protagonista, comincia a correre da ragazzo e sia appassiona sempre più a questa specialità, che gli dà modo di conoscere meglio se stesso e gli altri. Il suo sogno, comune del resto a tutti gli atleti che praticano il fondo, è la maratona. La vita di Andrea è quella tipica di tanti adolescenti, piena di alti e bassi, di amicizie e problemi sentimentali, di impegni legati allo studio.
Finché un giorno, una visita medica specialistica lo precipita in una nuova dimensione: i dolori che aveva avvertito tempo prima ai piedi sono i sintomi di una malattia che lo priverà dell'uso delle gambe. A questa terribile sentenza è legata la scomparsa del padre del protagonista, già in crisi depressiva dopo il licenziamento da parte della sua ditta. L'esistenza di Andrea è così doppiamente sconvolta, con conseguenze pesanti in ogni ambito. Eppure, a poco a poco, dopo il ritorno del padre, grazie all'aiuto dei familiari, dell'amico Nick, di altre persone che gli vogliono bene, Andrea riuscirà a risalire la china, ad uscire da una forte crisi depressiva, ad accettare la nuova condizione di invalidità. Tornerà, in una parola, ad amare la vita.
Se condizione adolescenziale e handicap sono i due temi fondamentali del racconto, il taglio autobiografico ( il protagonista parla in prima persona ) e la partizione della narrazione in 'chilometri' ( 42, come per la maratona ) servono a suggerire il significato metaforico della corsa-esistenza che ogni uomo deve affrontare per giungere alla meta. Come per i maratoneti, arriva per ciascuno un momento critico, in cui tutto sembra perduto e tutto può essere ritrovato. A condizione di credere veramente in quello che si fa e di lasciarsi guidare da chi ci vuole bene.
Penso che oggi, in un clima di violenza diffusa e di disprezzo della vita, sia molto importante ribadire una fondamentale fiducia nell'esistenza, nella positività di ogni esistenza.
E' quanto ho cercato di far trasparire in questo racconto.

Incomincia così...

Quando ho cominciato a correre ?
Tra i 12 e i 13 anni, una primavera.
Perché ?
Per puro caso.
Si comincia…, così, un giorno, la data non importa, la nostra storia non ha tregue e guerre ufficiali che si sa bene quando , come e perché iniziano e perché finiscono ( salvo poi ricominciare). Questa storia, la mia storia, è iniziata: ecco l'importante. Non so quando finirà davvero: io so soltanto che sto ancora correndo, come voi, credo, e come tutti.
Ciao ( e buona corsa ).
P.S. Le cose che scriverò riflettono quasi sempre il mio punto di vista attuale, più saggio ( lo spero, almeno ), di quello che avevo al tempo dei fatti raccontati.
Ah, dimenticavo: mi chiamo Andrea, ho due genitori fantastici e una sorella bellissima, degna del nome che porta, Elena.

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